I denti

Quando spuntano i denti ai nostri amici a quattro zampe?

Ai cani e ai gatti, i denti da latte cominciano a spuntare già dalle prime settimane di vita. Attorno al primo mese si cominciano a distinguere le puntine dei denti che diventeranno molto sottili ed aguzzi e che, proprio per questo, causeranno, nelle settimane successive, dolore alla madre durante l’assunzione del latte. L’allattamento nei nostri animali si protrae infatti per un paio di mesi o poco più, fino a quando la madre, non resistendo al dolore causato dai dentini dei piccoli, si allontana dalla cuccia sempre più spesso.

E quando li cambiano?

I denti da latte vengono sostituiti, in modo graduale, a partire dal 3° – 4° mese di vita, e possiamo considerare una dentizione definitiva al 6° mese, con variazioni individuali minime. I primi denti a spuntare sono gli incisivi, gli ultimi i canini, e la loro sostituzione avviene con lo stesso ordine. Normalmente il dente definitivo scalza quello da latte, ma può accadere che ciò non avvenga, soprattutto nel caso dei denti canini e questo si verifica più frequentemente nei cani e tra questi, in quelli di piccola taglia. In questi casi si può attendere qualche settimana, ma se attorno all’8° mese i denti da latte non sono ancora caduti, sarà importante toglierli per evitare che quelli definitivi, crescendo malamente, causino problemi all’animale.

E quali i consigli per tenerli puliti?

La pulizia quotidiana dei denti nei nostri amici, sarebbe importante almeno quanto la nostra. Uso il condizionale in quanto capisco che non è semplice farlo, soprattutto in alcuni animali. La pulizia andrebbe effettuate utilizzando uno spazzolino morbido dopo il pasto, per togliere i residui di cibo, riducendo così il terreno preferito dai batteri, sempre presenti nella bocca dei nostri animali. I batteri sono i responsabili della formazione della placca con relativa alitosi, placca che poi calcifica diventando tartaro, vero e proprio nemico delle gengive e delle radici dei denti. La pulizia andrebbe effettuata soprattutto nei gatti e nei cani di piccola taglia, che hanno denti più piccoli e che spesso mangiano alimenti morbidi. I croccantini, infatti, contribuiscono a mantenere più pulito il dente   attraverso l’azione meccanica, in quanto costringono i nostri amici a mordere e masticare la crocchetta che, se di buona qualità, sarà un aiuto importante per ritardare il deposito del tartaro. Esistono poi in commercio prodotti per l’igiene dentale che, mediante azione abrasiva ed enzimatica, riducono la formazione della placca ritardando così la formazione del tartaro. Quando però questo si sia già depositato, dando quella colorazione giallo brunastra al dente, non ci sarà più nessun croccantino, spazzolino o pasta enzimatica in grado di toglierlo: occorrerà così una detartrasi mediante ultrasuoni, da effettuarsi con l’animale in anestesia generale, per eliminare il tartaro presente sì sul dente, ma soprattutto quello alla sua base, in prossimità della radice, per evitare che questa infiammandosi, oltre a provocare dolore, renda il dente instabile fino a farlo cadere.

Come curare eventuali problemi?

I maggiori problemi a cui vanno incontro i denti dei nostri animali, sono dovuti, nei gatti e nei cani di piccola taglia, sicuramente al tartaro, mentre nei cani di taglia media e grande, ciò che riscontriamo più di  frequente sono i traumi e l’eccessivo consumo, prevalentemente dei canini, dovuto al gioco con sassi e palle da tennis, od anche al continuo mordere delle reti di recinzione. I denti dei nostri animali non sono soggetti a carie, in quanto nella loro saliva non è presente l’amilasi, l’enzima che attacca gli amidi riducendoli a zuccheri semplici, veri nemici dei nostri denti,  responsabili delle carie cui noi siamo soggetti. Per quanto riguarda il tartaro, occorre una detartasi; quando invece un dente risultasse eccessivamente consumato tanto da scoprirne la polpa, o   si presentasse spaccato o mobile, sarà necessario rimuoverlo in quanto non avrebbe più alcuna utilità per la masticazione, ma anzi sarebbe solamente causa di dolore per l’animale.